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Gazzetta del Sud

27/07/2002

Il disastro ferroviario di Rometta Marea I professori Risitano, Bosurgi e D'Andrea ieri hanno avuto una riunione operativa con i sostituti Sidoti e Di Giorgio

Nuovo vertice tra magistrati e consulenti della Procura

Nuccio Anselmo

La riunione è durata oltre un'ora. È servita per fare il punto tra magistrati e consulenti, per mettere a fuoco la fase-due delle indagini, vale a dire la nuova serie di accertamenti da svolgere a Rometta Marea. Per trovare risposte su quell'acciaio che s'è spiegato come burro il 20 luglio scorso, il giorno della sciagura ferroviaria che provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre quarantasette. Una tragedia che si poteva evitare. Ieri mattina si sono recati in Procura tre dei quattro componenti dell'equipe di superperiti che da luglio studiano sulle cause della tragedia. I professori Antonino D'Andrea, Antonio Risitano e Gaetano Bosurgi hanno avuto un lungo “faccia a faccia” con i sostituti procuratori Giuseppe Sidoti e Vito Di Giorgio, i due magistrati che conducono l'inchiesta sul deragliamento dell'Espresso “Freccia della Laguna”. La fase-due delle indagini, e delle nuove perizie tecniche, comincerà il primo ottobre alla stazione carabinieri di Rometta, dove è custodito anche il tratto di binario “incriminato”, quello che avrebbe causato la tragedia al passaggio del convoglio ferroviario. Ieri mattina magistrati e periti hanno avuto un lungo scambio di idee e stilato una sorta di tabella di marcia, che vedrà i professori impegnati soprattutto sul locomotore e sulle vetture. Verranno infatti controllate tutte quelle parti meccaniche del convoglio (soprattutto del locomotore) che potrebbero aver creato delle “perturbazioni al moto”. Già nell'immediatezza della tragedia era stato fatto un esame sommario del convoglio ma ancora ci vogliono tutta una serie di dati tecnici da elaborare. E sono ancora parecchie le certezze da acquisire. Quando tutti i dati saranno acquisiti dall'equipe degli esperti, verrà anche elaborata una simulazione di percorso sul binario al computer, per vedere se possono essere state originate dal movimento del convoglio sulle rotaie le “perturbazioni al moto”. Non c'è dubbio comunque che – così come ha affermato quasi subito il prof. Giorgio Diana, il quarto dei superesperti della Procura –, il giunto provvisorio (sostenuto da due e non da quattro morsetti come avrebbero richiesto le norme di sicurezza) è il principale “imputato” della sciagura. Dal primo ottobre quindi i periti torneranno a Rometta per passare al setaccio il locomotore e le vetture, che attualmente sono sotto sequestro, così come un tratto del binario. Sul fronte prettamente giudiziario prosegue anche il lavoro dei due sostituti Di Giorgio e Sidoti; questo dopo l'invio di otto informazioni di garanzia ai due responsabili della ditta “Esposito Spa” di Caserta e ad altri sei responsabili di Rfi (Rete ferroviaria italiana), con le accuse di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. In questa vicenda c'è anche una lunga lista di querele e richieste di risarcimento danni da parte di tutti quei viaggiatori che sono rimasti feriti.

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