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Rassegna Stampa

Gazzetta del Sud

27/10/2002

Il Cga annulla la sentenza del Tar e dà ragione ai proprietari

No ai campi di tennis di Rometta

Leonardo Orlando

ROMETTA – L'esproprio dell'uliveto di contrada Filari a Rometta sul cui terreno dovevano sorgere i contestati campi da tennis non poteva essere considerato «un esproprio per pubblica utilità» in quanto i lavori non sono iniziati entro i termini previsti dalle complesse norme amministrative. Il Consiglio di giustizia amministrativa, con l'accoglimento parziale di uno dei motivi del ricorso presentato da cinque proprietari di terreni espropriati, ribaltando la precedente sentenza del Tar, ha di fatto escluso la paventata costruzione dei campi da tennis che stavano per sorgere tra gli ulivi di contrada Filari a Rometta. Sostanzialmente il Cga della Regione Sicilia, in parziale riforma della precedente sentenza del Tar del 13 luglio del 2000, ha dichiarato «la sopravvenuta inefficacia del decreto assessoriale di finanziamento dell'opera che reca appunto la dichiarazione di pubblica utilità, nonché l'ordinanza sindacale n.49 del 94 con la quale si autorizzava l'occupazione d'urgenza del terreno in quanto non è stata seguita da tempestiva ed effettiva immissione in possesso del bene». Tutto ciò sarebbe causa di un azzeramento di tutte le procedure espropriative fin quì eseguite per la mancanza del requisito della “pubblica utilià”. Il Cga, nella sentenza parziale di riforma, come conseguenza ha anche annullato l'ordinanza del sindaco di Rometta dell'epoca, la n. 4 del 1998 che ha pronunciato l'espropriazione dei terreni – così come è riportato nel dispositivo di sentenza – «in difetto di efficace dichiarazione di pubblica utilità». Ciò in quanto, dopo la consegna dei lavori all'impresa appaltatrice avvenuta il 3 novembre del 1994, non ha fatto seguito un inizio effettivo delle opere da parte della stessa, stante la mancanza di autorizzazione prefettizia necessaria per l'abbattimento delle delle piante di ulivo. Il ricorso fu presentato dai proprietari dei terreni espropriati: Francesco, Nicola, Elisabetta e Antonina Scarpaci, Giuseppe e Paolo Pino, Giuseppa e Provvidenza Santoro, difesi dagli avv. Maria Concetta Di Stefano e Luigi e Gaetano Gemelli; il Comune di Rometta invece dal prof. Aldo Tigano

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