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Gazzetta del Sud

08/11/2002

Il disastro di Rometta Marea Il locomotore sarà trasportato in un laboratorio a Verona

Il 21 novembre riprende l'attività dei periti

n.a.

Riprenderà il prossimo 21 novembre l'attività dei periti della Procura di Messina sul disastro ferroviario di Rometta Marea, la “sciagura annunciata” che il 20 luglio scorso causò la morte di otto viaggiatori e il ferimento di altre quarantasette. Dopo la riunione svoltasi nei giorni scorsi a Messina tra i sostituti procuratori Vito Di Giorgio e Giuseppe Sidoti e i consulenti D'Andrea, Risitano e Bosurgi, è stato riprogrammato un calendario d'attività per proseguire nelle operazioni peritali. L'attività dei tecnici aveva infatti subito uno “stop” dopo la richiesta d'incidente probatorio formulata al gip Cucurullo da parte dell'avvocato Carlo Taormina, difensore di uno degli indagati dell'inchiesta. Il gip ha però rigettato questa richiesta e l'attività della Procura è andata avanti. C'è un'altra novità: parte degli accertamenti tecnici non verranno più effettuati a Rometta Marea; dopo una serie di esami che verranno eseguiti “in loco” sarà necessario trasportare la motrice del treno espresso “Freccia della Laguna” a Verona, dove esistono dei macchinari di Rfi che consentiranno accertamenti molto più dettagliati. Il fine di tutto questo è chiaro: magistrati e consulenti voglio escludere con certezza il verificarsi di qualsiasi concacusa e puntare al vero motivo del disastro, vale a dire il difetto al giunto di sostegno della rotaia. (n.a.)

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