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Rassegna Stampa

Gazzetta del Sud

28/11/2002

Il disastro di Rometta Marea Polizia giudiziaria negli uffici-appalti di Rfi Sequestro di atti

Riguarda le manutenzioni della tratta Milazzo-Messina

Nuccio Anselmo

Vogliono vederci chiaro sugli appalti per la manutenzione della tratta ferroviaria Milazzo-Messina. E per questo motivo che i sostituti procuratori Vito Di Giorgio e Giuseppe Sidoti, i magistrati della Procura di Messina che indagano sul disastro ferroviario di Rometta Marea, la “sciagura evitabile” che il 20 luglio scorso causò la morte di otto passeggeri e il ferimento di altri quarantasette, hanno affidato agli investigatori della squadra mobile un paio di “missioni” fuori città. I magistrati hanno chiesto di acquisire tutta la documentazione sulle procedure di aggiudicazione degli appalti lungo la tratta dove si è verificata la sciagura, e per fare questo gli investigatori della mobile dovranno probabilmente recarsi a Palermo e a Roma in alcuni uffici di Rfi, Rete ferroviaria italiana. I due magistrati cominciano quindi a comporre il mosaico della seconda tranche dell'inchiesta, quella che riguarda il calderone degli appalti. Accanto al “fascicolo delle responsabilità” per la morte di otto persone la Procura peloritana ha aperto infatti già da tempo anche il “fascicolo delle manutenzioni”. L'obiettivo è quello di verificare se in questi anni ci sono state per esempio infiltrazioni mafiose, “anomalie” nelle forniture di materiale, riparazioni effettuate male, o ancora certificazioni di lavori eseguiti che in realtà non erano mai stati fatti. Insomma è un ampio ventaglio di ipotesi quello su cui stanno lavorando i magistrati. Per quanto riguarda poi la perizia sulle cause della sciagura che i consulenti dovranno redigere, la prossima tappa è prevista a Verona per il 16 e 17 dicembre all'Officina Utmr delle Ferrovie della stazione “Porta-Vescovo”, dove esiste l'unico laboratorio specializzato in Italia per effettuare esami particolari su vetture e binari. A Verona però saranno trasportati solo i “carrelli” del locomotore e del primo vagone (la struttura delle ruote), in quanto per trasportare l'intera motrice (da sistemare su un altro vagone) bisognerebbe bloccare l'intera tratta da Messina a Verona. Solo dopo questa nuova serie di accertamenti su ciò che rimane del “Freccia della Laguna” i periti consegneranno la loro relazione.

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