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Gazzetta del Sud

04/06/2004

Com'è cambiato attraverso i decenni il rapporto tra i messinesi e il loro mare Dalla cabina formato famiglia all'aperitivo d'atmosfera

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Palmira Mancuso

Messina, estate 1970. La famiglia è pronta a trascorrere una giornata al mare: la mamma, che per friggere le melanzane si è svegliata di buon ora, ha sistemato la teglia di pasta al forno nell'unico spazio rimasto libero nella Cinquecento, tra il pallone e il telomare, la “tovaglia” messinese. I bambini si stringono per far posto all'immancabile borsa frigorifera. Papà tira le leve dell'accensione. Si parte: destinazione “lido”. Mortelle era la zona preferita, dopo che i traghetti presero il posto delle strutture balneari del centro città. Il lido, allora, rappresentava un punto di ritrovo importante. La cabina diventava una sorta di piccola casa, organizzata per soddisfare le esigenze di tutti, dallo spuntino pomeridiano, al caffè con gli amici, quelli di ogni estate, “stessa spiaggia, stesso mare”. Dopo anni di abbandono delle coste, di “fuga dalla città” per raggiungere le seconde case, soprattutto nelle zone di Rometta e Rodia, oggi i messinesi riscoprono il mare più vicino, quello da raggiungere anche nella pausa pranzo, tra un turno di lavoro e un altro. E tornano nei lidi, tra gli ombrelloni che in file parallele colorano e delimitano le spiagge, da nord a sud. Una realtà ormai consolidata, che ha cambiato il modo di pensare soprattutto dei giovani: quelli che investono in un'attività stagionale, animati dal desiderio di contribuire allo sviluppo turistico di Messina; quelli che preferiscono rimanere in città e godersi il mare anche ad orari inconsueti, magari per un aperitivo al tramonto seduti sulla sabbia ancora calda. Cambia l'identikit del “bagnante”, che adesso guarda al “lido” non solo come ad un luogo dove fare il bagno in pieno relax, usufruendo dei servizi più svariati, dalla doccia al banco dei gelati, ma come vera e propria alternativa alla piazza o al locale, luogo di incontro e di passaggio, di mode e di corpi da sfoggiare dopo mesi di palestra. Ed ogni lido ha il suo “target” di riferimento, per stile, età e abitudini. Ci sono gli “sportivi”, che non rinunciano agli attrezzi e alla ginnastica neanche quando le temperature superano i 40 gradi , ci sono i “modaioli” che vedremo al lido quasi a fine giugno, solo quando saranno già abbronzati, perchè “meglio qualche lampada che farsi vedere bianchi come una mozzarella!”. Ci sono gli “impegnati”, che anche al mare parlano di politica e ambiente, e preferiscono la salsicciata in spiaggia all'aperitivo. Ci sono i “p.r.”, che al lido ci vanno dopo il tramonto, perchè hanno qualcosa da organizzare. Ci sono gli “ amici” che camminano in gruppo, non meno di dieci, “così ci si diverte sempre”.Ci sono i “turisti”, per lo più messinesi che tornano per le vacanze, che non perdono occasione per sottolineare come “si, bello il lido, ma intorno le spiagge sono sporche; al nord non hanno questo mare ma lo sfruttano meglio” . E come dargli torto. Insomma, è arrivata. Un'altra estate di sole e di abbronzanti, di bikini e pareo, di gelati e di libri sotto l'ombrellone, di giri in barca e notti in spiaggia, di vecchie amicizie e nuovi amori. Un'estate da vivere pigramente, magari coccolati dalla musica di una radio, sulla sdraio di un lido, o sulla sabbia cocente di una spiaggia ancora libera

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