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Gazzetta del Sud

02/01/2005

Rometta ricorda venti anni dopo l'incontro col poeta Nino Ferraù

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Alfonso Saya

ROMETTA – Ricorre in questi giorni il XX anniversario del primo ed ultimo incontro (il canto del cigno) del poeta messinese Nino Ferraù, con i docenti del Circolo didattico di Rometta. L'occasione venne data dall'accoglienza data alla mia proposta "Il poeta a scuola" – pubblicata sulla "Gazzetta del Sud" – dalla benemerita direttrice didattica del tempo, Filippa Novak. La medesima proposta fu pure accolta, precedentemente, con altrettanta sensibilità,dalla direttrice della scuola elementare del Villaggio Aldisio, Rosaria Bucolo. L'incontro di Rometta è stato particolarmente partecipato dal personale della scuola, rapito dai versi ricchi di lirismo e di sentimento, recitati con particolare trasporto dal poeta. Una poesia, tra tante, ha lasciato il segno, quando Nino Ferraù ha letto, “con i singhiozzi appena repressi”, alcuni versi dedicati al figlio, in cui era palese il presentimento della prossima dipartita. Vale la pena di ricordarli: «Presto saprai che il cuore d'un poeta non scrive sol per scrivere ma scrive e scriverà per sopravvivere. Finché son vivo, mi vedrai in casa come la nave al porto, quando sarò morto, non sentirti sperduto e scura meta: apri i miei libri e lì mi troverai. Presto saprai che il figlio d'un poeta non è orfano, mai». Quei momenti tornano oggi alla memoria. Del resto Rometta non ha mai dimenticato il suo amico Nino Ferraù. Difatti, a perenne ricordo di quell'incontro, è stata apposta sulla parete del vecchio Collegio degli studi, annesso al Palazzo comunale, una sua poesia dedicata con straordinario trasporto a Rometta scolpita su marmo, composta proprio in occasione di quell'incontro di venti anni fa.

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