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Gazzetta del Sud

20/07/2005

Ato acque La I commissione rinvia, alcuni consigli comunali tentennano, l'assessore Sutera chiede i commissari

Corsa per non perdere 122 milioni di euro

Ivana Cammaroto

Un consistente finanziamento che si incrocia con una scelta politica. Un iter travagliato, una corsa per arrivare entro fine luglio con le carte in regole. Sono giorni caldi per l'Ato acque. Ne è convinto l'assessore provinciale al Territorio Tanino Sutera che da tre anni ha in mano la partita del servizio idrico integrato e ancora alle prese con le decisioni dei 108 Comuni del messinese. «A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilità», commenta il vicepresidente di Palazzo dei Leoni. C'è infatti una scadenza decisiva: entro il mese deve essere avviata e quindi operativa la società “Messina Acque Spa”, quella gestione in house voluta dai sindaci. Un passaggio fondamentale per mantenere lo stanziamento di 122 milioni di euro sulla realizzazione di nuove infrastrutture. Nell'atto deliberativo all'attenzione dei consiglieri provinciali (l'Ente Provincia è partner con dieci quote su un capitale sociale di 360mila euro) non a caso si legge: «il mancato rispetto della scadenza mette a rischio l'utilizzo delle risorse pubbliche già programmate e assegnate all'Ato 3». Del resto come ribadito dal Dipartimento regionale alla Programmazione. Ma gli orientamenti sono sempre distanti, nonostante un nuovo percorso tracciato negli ultimi mesi dopo un confronto durato due anni e gare per l'affidamento della gestione a terzi andate deserte. Si comincia da Palazzo dei Leoni dove ieri la I commissione, presieduta dal forzista Enrico Bivona, ha deciso di rinviare a martedì il voto sulla delibera (da sottoporre poi all'esame dell'Aula) relativa all'approvazione dello Statuto della neo società, appunto soggetto gestore e della relativa convenzione. «Si tratta di una decisione importante – precisa subito il consigliere – , vogliamo esaminare bene i documenti». Ma i tempi sono stretti mentre da alcuni consigli comunali (compreso quello di Palazzo Zanca) arrivano bocciature o silenzi. Sono 46 i civici consessi che si sono già espressi positivamente sugli atti approvati dalla Conferenza dei sindaci lo scorso 24 giugno e cioè Statuto e Convenzione, dieci i pareri negativi. Gli altri Consigli non hanno ancora deliberato (quelli di Rometta, S. Filippo del Mela, Torregrotta, Valdina, Villafranca Tirrena, Castroreale, Furnari, Leni, Malfa, Mazzarrà S. Andrea, Merì, Milazzo, S. Marina di Salina, Terme Vigliatore, Tripi, Falcone, Librizzi, Montalbano Elicona, Oliveri, Piraino, Raccuja, Ucria, Capo d'Orlando, Frazzanò, Galati Mamertino, Naso, San Marco d'Alunzio, Tortorici, Alcara Li Fusi, Caronia, Castel di Lucio, Cesarò, Militello Rosmarino, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo, Reitano, S. Stefano di Camastra, S. Teodoro, Tusa, Alì, Fiumedinisi, Pagliara, S. Alessio Siculo, S. Teresa di Riva, Scaletta Zanclea, Castelmola, Letojanni, Motta Camastra, Roccafiorita, Taormina). E Sutera ha già inviato l'ultimo sollecito: un pronunciamento entro giovedì o l'invio da Palermo di commissari. Lo stesso vale per chi ha detto no. Considerato anche che sarà necessario un ulteriore passaggio: la nomina di un consiglio di amministrazione. In pratica nubi sempre intense mentre l'esponente dell'esecutivo Leonardi sottolinea come il primo atto di una procedura che si è rivelata complessa risale al 2001. Dopo che un decreto del presidente della Regione ha delimitato gli Ambiti territoriali ottimali. Si tratta appunto del futuro del servizio idrico (dalla captazione alla distribuzione compresi i servizi di fognatura e di depurazione delle acque reflue) con una gestione in house che comunque resterà in piedi solo fino a dicembre. Dopo si dovrà parlare di società mista. Un traguardo che sembra lontano alla luce dei problemi sollevati, delle perplessità di diversi Comuni che forse non vogliono essere spogliati di determinate competenze. È una partita ancora aperta o un capitolo già chiuso con scelte politiche di fondo ben precise?

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