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Gazzetta del Sud

25/09/2002

rometta / Dovrebbe sorgere su un'area di centomila metri quadri a Due Torri

Consiglieri e commercianti divisi sulla licenza per un ipermercato

Tonino Battaglia

ROMETTA – Che impatto potrà avere sul territorio e che ricadute economiche e occupazionali potrà dare la realizzazione di uno dei più grossi ipermercati (o centro commerciale) della Sicilia a Rometta Marea? Su questo quesito il consiglio comunale del centro tirrenico sarà chiamato, entro la fine del mese, a dare un parere d'indirizzo preliminare che la giunta capitanata dal sindaco Enrico Etna dovrà tenere nella massima considerazione (assieme a quello altrettanto importante delle realtà economiche locali) nel momento in cui dovrà operare una scelta che può cambiare il volto della cittadina balneare. Il progetto, presentato in comune lo scorso luglio, è stato proposto dalla società Cct (Centro commerciale Tremestieri), composta da noti imprenditori messinesi e presieduta da Antonino Marchese (una cui società, la "Horse Village", sta allestendo un centro polisportivo nell'area del maneggio nella vicina Villafranca Tirrena). Questa cordata è pronta a investire oltre 60 milioni di euro per realizzare un imponente centro commerciale che, nelle intenzioni, dovrebbe sorgere su un'area di circa 100mila metri quadri in contrada Due Torri, accanto allo svincolo dell'autostrada. Nel progetto - redatto dall'ing. Antonino Bellinghieri - è prevista una zona di vendita di oltre 20mila mq, di cui 5mila riservati agli esercenti romettesi, un piano superiore con locali e attività ricreative che lo renderanno punto d'aggregazione per diverse fasce di popolazione, ampie aree per depositi merce e parcheggi, oltre a un piano di viabilità che colleghi più facilmente lo sbocco A20 non solo alla zona commerciale, ma anche a quei residence allo stato attuale poco accessibili. Un'operazione di proporzioni gigantesche in un paesino di 6.500 abitanti (oltre 4000 a Rometta Marea) il cui tessuto economico è intelaiato su piccole e medie imprese. Quale sarà l'impatto sul tessuto artigianale locale? «Si tratta di una rivoluzione culturale - ha affermato Bellinghieri - che innescherà un circuito virtuoso dal quale trarranno vantaggi sia i commercianti locali sia la gente comune». Secondo Antonio Bisazza, presidente della locale associazione commercianti e artigiani (oltre che consigliere comunale di minoranza), quello del centro commerciale è opportunità da non perdere, viste le carenze strutturali, per far fare a Rometta il salto di qualità a livello economico e turistico. È vero - aggiunge Bisazza - alcune attività possono essere penalizzate, ma è il prezzo di un progresso che non si può arrestare. Se la struttura non si farà a Rometta sorgerà sicuramente in qualche realtà vicina. E allora? Avremmo solo svantaggi, perché le nostre aziende rimarrebbero tutte fuori da quel circuito e, di conseguenza, si perderebbe l'opportunità di una crescita economica e occupazionale. Sembra infatti che quest'investimento comporti la creazione di circa trecento nuovi posti di lavoro. alizzazione del centro - conclude il presidente dell'assocommercianti - porterebbe benefici ai commercianti romettesi, che vedrebbero espandersi il bacino d'utenza; alle tasche dei cittadini e allo stesso comune, nelle cui casse entrerebbero annualmente introiti considerevoli ijn termini di tributi. Soldi che potrebbero essere reinvestiti in servizi per i cittadini. Un'adesione convinta, condivisa da tutto il direttivo dell'assocommercianti che nell'ultima seduta ha deliberato l'appoggio al progetto. Ma di fronte a tanto entusiasmo c'è chi invece predica massima prudenza e attenzione, prima di prendersi la responsabilità di legare il futuro del paese a una simile struttura. I tre leader dei gruppi consiliari, che tra qualche giorno saranno chiamati a dire la loro, sono molto cauti sull'argomento, preoccupati delle conseguenze che ne potrebbero derivare per i piccoli esercenti locali. «Scelte politiche - dichiara Santino Marmino, capogruppo di "Rilanciare Rometta" - che vanno meditate con molta attenzione. A mio avviso, però, la condizione primaria per portare avanti il progetto è che i primi attori di quest'operazione devono essere tutti i commercianti di Rometta, nessuno escluso. Altrimenti è inutile parlarne. Non credo, comunque, che il rilancio turistico passi da un centro commerciale». Sulla stessa linea Alessandro Nava, l'altro leader della maggioranza, secondo il quale «un centro commerciale è un'ipotesi da valutare, purché non aumenti le difficoltà già pesanti degli esercenti romettesi», mentre per il capogruppo d'opposizione, Pippo Saija, prospettive interessanti, ma prima bisogna studiare bene ogni dettaglio: i posti di lavoro che offrirà ai romettesi, la compatibilitò della struttura, le conseguenze sulle attività esistenti». La scelta definitiva spetterà ovviamente al Comune. Dal canto suo il sindaco Enrico Etna afferma «Una scelta così importante per il futuro di Rometta deve avere il consenso più ampio possibile». Vedremo cosa succderà in Consiglio.

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